Comitato A.R.C.A. - La pedemontana Rivive!

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Il sito ufficiale del Comitato A.R.C.A.
05Pinzano fino a Lestans
18magredi del Meduna TF
08chiesetta San Zenone
13Tagliamento dal castello Pinzano
09vigneto Sequals F
14Tagliamento dal ponte di Pinzano TF
13di_gallo_dario_nor5104
03ivan_marin-102-img_2606rid
11Amarianna WP
21Raut
10affluente arzino
24tramonto
15arzino
16castelnovo1
   
Si ribadisce che:

TUTTE LE INFORMAZIONI FORNITE DAL COMITATO A.R.C.A. SUL PROGETTO AUTOSTRADALE SONO TRATTE DAI DOCUMENTI UFFICIALI DELLA REGIONE

come potete facilmente verificare andando nella sezione "DOCUMENTI E SINTESI".
   
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La tutela del paesaggio in Italia

Una lunga storia, un problema aperto

Udine 24 maggio 2012

 
Organizzato da:
Comune di Udine
Università degli Studi di Udine
in collaborazione con Comitato A.R.C.A.
 

Il comitato A.R.C.A. si è impegnato nell'organizzazione di questo evento in quanto la sua battaglia contro il raccordo autostradale Cimpello-Sequals-Gemona rientra anche nella difesa del territorio e del paesaggio.

Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, ha diretto il Getty Research Institute di Los Angeles e la Normale di Pisa; ha ora a Madrid la Catedra del Prado.
Salvatore Settis, Paesaggio Costituzione Cemento, Einaudi.

"II paesaggio è il grande malato d'Italia. Quello che fu il Bel Paese fa scempio di se stesso, è sommerso dal cemento. Che cosa sta succedendo agli italiani, che cosa ci acceca? È ancora possibile indignarsi, recuperare memoria storica, riguadagnare spazio all'insegna della Costituzione?

I danni al paesaggio ci colpiscono tutti come individui e come collettività. Uccidono la memoria storica, feriscono la nostra salute fisica e mentale offendono i diritti delle generazioni future. L’ambiente è devastato impunemente ogni giorno, il pubblico interesse calpestato per il profitto di pochi. Le leggi che dovrebbero proteggerci sono dominate da un paralizzante "fuoco amico" fra poteri pubblici, dai conflitti di competenza fra Stato e Regioni. Ma in questo labirinto è necessario trovare la strada: perché l’apatia dei cittadini è la migliore alleata dei predatori senza scrupoli.

È necessario un nuovo discorso sul paesaggio, che analizzi le radici etiche e giuridiche della tradizione italiana di tutela, ma anche le ragioni del suo logoramento. Per non farci sentire fuori luogo nello spazio in cui viviamo, ma capaci di reagire al saccheggio del territorio facendo mente locale.

La qualità del paesaggio e dell’ambiente non sono un lusso, sono una necessità, sono il miglior investimento sul nostro futuro.

Non può essere svenduta a nessun prezzo. Contro la colpevole inerzia di troppi politici, è necessaria una forte azione popolare che rimetta sul tappeto il tema del bene comune come fondamento della democrazia, della libertà, della legalità, dell’uguaglianza. Per rivendicare la priorità del pubblico interesse, i legami di solidarietà che sono il cuore e il lievito della nostra Costituzione".

 

 

Sala della Contadinanza

paesaggio-scostituzione-cementoOre 15.30 – 17.30

Tavola rotonda

Saluto del direttore dei Civici Musei, Marco Biscione

Partecipanti:

  • prof. Salvatore Settis
  • Sindaco di Udine, Furio Honsell
  • Assessori Gianna Malisani, Luigi Reitani e Mariagrazia Santoro
  • Assessore regionale alle infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale e lavori pubblici, Riccardo Riccardi
  • Assessore provinciale all’ambiente, Enio Decorte
  • Assessore provinciale infrastrutture e grandi opere, viabilità, trasporti, motorizzazione civile e sicurezza stradale e turismo, Franco Mattiussi
  • Rettore dell’Università, Cristiana Compagno
  • Presidente Confindustria Udine, Adriano Luci
  • Presidente A.N.C.I. Friuli Venezia Giulia, Mario Pezzetta
  • Camera di Commercio di Udine, Giovanni Da Pozzo
  • Direttore regionale per i Beni culturali del Friuli Venezia Giulia, Giangiacomo Martines
  • Direttore Messaggero Veneto, Sergio Baraldi

 

Salone del Parlamento

Ore 18.00 – 19.30

Incontro pubblico con Salvatore Settis, presentazione del libro Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l'ambiente contro il degrado civile (Torino, Einaudi, 2010)

Saluto del sindaco Furio Honsell
Introduzione di Ludovico Rebaudo
Intervento di Alberto Durì (A.R.C.A.)
Moderatrice Donata Levi
 
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Osservazioni di un urbanista sul progetto autostradale Cimpello-Gemona

Di seguito riportiamo le osservazioni gentilmente forniteci (sono state aggiunte solamente le foto) da un urbanista che per molti decenni ha lavorato in Regione nel governo del territorio e delle grandi opere. Ci pare molto significativo e importante, anche per la nostra credibilità, il fatto che le incongruenze riscontrate dal Comitato nei documenti riguardanti il progetto di raccordo autostradale vengano espresse anche da un esperto che non fa parte del Comitato stesso. Prima di prendere una posizione riguardo il raccordo autostradale Cimpello-Sequals-Gemona provate a leggere almeno le parti dei documenti evidenziate dal Sig. Della Negra che ringraziamo calorosamente.
 
 
Buongiorno Comitato ARCA, prima di tutto mi presento.
Mi chiamo Roberto Della Negra e faccio parte da qualche anno della Commissione Nazionale Territorio e Ambiente della Lega Nord Friuli Venezia Giulia. Mi hanno arruolato perché ho un passato da urbanista, esperto di opere pubbliche e governo del territorio maturato in molti decenni, soprattutto in Regione. Ormai non esercito più e non sono aggiornato sulle normative vigenti ma, come si dice, quando hai imparato ad andare in bicicletta, non lo dimentichi più. Dopo aver assistito a un incontro con il vostro presidente, mi sono incuriosito e ho voluto capire meglio il progetto in questione. Ho letto, purtroppo solo velocemente, tutti i documenti sul progetto autostradale e i contenuti del sito del Comitato e ho alcune considerazioni da esporre, alcune delle quali già fatte dal Comitato ARCA.

Ho suddiviso le mie osservazioni per punti, riferendole ai singoli allegati e tavole progettuali. Cominciamo.

DOCUMENTI REGIONE

RELAZIONE GENERALE - ALL. 2
Le tabelle a pagg. 26, 27 e 28 sono molto ottimistiche, probabilmente perché datate. Non è infatti ipotizzabile un traffico così elevato, visto che ora non c'è e vista la situazione di crisi economica europea e l'incontrovertibile, drastica riduzione delle attività produttive, artigianali, commerciali e agricole del territorio da attraversare, da servire con l'arteria autostradale.
Inoltre un significativo aumento di traffico su gomma contraddice le ipotesi, auspicate da più fonti, di un aumento dell'uso del trasporto ferroviario di lunga percorrenza, per motivi ambientali e di aumento di costo del greggio, quindi anche i capitoli 2.9.2 e 2.9.4 risultano non credibili.
La velocità di progetto - 110 Km/h - risulta penalizzante per la scelta di questa arteria, rispetto al sistema autostradale esistente che non è molto più lungo e certamente, per il suo andamento altimetrico, di più rapida percorrenza. A meno che qui si applichino tariffe bassissime che però non sarebbero remunerative per i privati.
ingrandisci immagine trincea-FlagognaLa presenza di tratti in trincea, ma anche in minor misura in rilevato, magari con muri di contenimento (vedi disegno) costituisce una pesantissima ferita del territorio e un grave pericolo (effetto trappola per gli animali che ci cadono) e condizionamento della sua fauna selvatica (come riconosciuto nella relazione) e della coltivazione dei fondi agricoli esistenti, così pure dicasi per la previsione delle gallerie artificiali.
Entrambi, trincea e galleria, amplificano il rumore del traffico e inducono vibrazioni a bassa intensità del terreno circostante che allontanano la fauna selvatica, quindi incidono sull'ecosistema.
Il capitolo 4.6.4 risulta molto generico sulle misure di mitigazione ma estremamente ben descrittivo dei danni a flora, fauna e agricoltura, cui però non propone rimedi. Non è francamente ipotizzabile che i danni da cantiere e dall'infrastruttura ultimata, possano, sia pure con la massima buona volontà, essere completamente cancellati, ma vanno considerati piuttosto un'alterazione irreversibile dell'ambiente e quindi una "perdita" dello stesso perché il territorio è un bene, forse l'unico, non riproducibile. Lo stesso capitolo 4.8 evidenzia un complesso di aspetti negativi che, di per sé, negano la validità dell'opera sotto il profilo dell'impatto ambientale. La tabella a pag. 74 è estremamente significativa in tal senso, tanto da spaventarmi.
 
PARTE GENERALE INQUADRAMENTO SOCIO-ECONOMICO - ALL. 3
Quanto detto prima sulla riduzione delle attività e popolazione interessata dall'autostrada, trova puntuale conferma a pag. 6 che evidenzia i tre distretti interessati che, invece, ora come ora, sono adeguatamente serviti dalla rete viaria esistente, così come si può tranquillamente dire dei punti di interesse citati, siti a Pordenone.
L'anzianità del progetto è anche dimostrata dall'ultima frase del capitolo 2.1 che non rispecchia la situazione attuale e futura, totalmente diversa.
Non serve ribadire che la terza corsia della A4 farà perdere molta importanza (e traffico) al progetto di cui si scrive. Il capitolo 3.4 dichiara e dimostra come Tagliamento dal monte di Ragognasi possa "violentare" la volontà degli Enti locali e dei loro abitanti. Sembra quasi che la Regione creda di essere il "padrone del territorio" e non l'Ente che invece, per logica e legge, lo "deve servire" ascoltandone e valutandone correttamente il parere.
Ovvio che questi pareri vadano contemperati con gli interessi collettivi, prendendo motivatamente una decisione che non può essere il calare, con leggerezza, un progetto su una serie di realtà locali che non è, e non può essere formata da "silenziosi schiavi".
L'arteria viene altresì imposta su aree e territori da salvaguardare sotto l'aspetto ambientale - riconosciuti a livello europeo - anche se solo "sfiorati" dal progetto (Cornino per esempio) ma che dal progetto possono anche essere pesantemente condizionati, capitolo 4.
 
La Tav. 20 è veramente originale. Ipotizzare che l'autostrada in esame, che unisce Gemona a Pordenone, generi e induca traffico da Basiliano, Udine, Tarcento, Cividale, e addirittura da Cormons, Trieste e Monfalcone, scusatemi, ma è pura follia. Invece S. Vito, Pordenone e Fontanafredda sono già abbondantemente servite dall'autostrada esistente. Poi indicare di generare e indurre traffico da Venezia è un'ipotesi fuori dal mondo infatti a Venezia-Mestre si va e torna in ferrovia o in auto, ma non certo in camion.
 
Superstrada Cimpello-SequalsLa Tav. 21 (traffico attuale) non evidenzia particolari sofferenze del "quadrante" Nord-Ovest della Regione, così come la Tav. 22 (traffico futuro), mentre la Tav. 23 (variazione volume di traffico) dimostra l'inutilità del tratto già realizzato fino a Vivaro (forse avevano finito il pennarello rosso largo).
E la Tav. 24  è ancora più impietosa nel censire il tracciato attuale già realizzato come sottoutilizzato. È simpaticamente ridicolo che ci sia un professionista "serio" che preveda un grosso aumento di traffico tra Vivaro e Gemona, per servire realtà economiche e produttive inesistenti o per favorire la mobilità di un'area che definire scarsamente abitata è un gentile eufemismo.
A questo proposito sono dispiaciuto che l'architetto Giust, amico ed ex collega, appaia nei frontespizi.
 
ANALISI DELLE ALTERNATIVE - ALL. 25
Saltando tutte le dotte elucubrazioni "universitarie", andrei direttamente a pag. 18 dove si dichiara che nella determinazione dell'indice di valore Iv dell'opera va valutata, tra l'altro, la "salvaguardia dell'ambiente".
A pag. 19, tra le "classi di esigenze" che pesano nella scelta è elencata e descritta la "salvaguardia dell'ambiente SA - insieme delle condizioni relative all'attitudine dei componenti che esplicano il servizio al mantenimento o miglioramento del sistema ambientale".
A pag. 21, tra le classi di rischio, è riportata la "domanda - rischio che la domanda relativa al progetto sia inferiore al livello previsto". La mia esperienza diretta e le tavole 23 e 24 lo fanno fondatamente temere. Le definizioni di pag. 22 (Valore residuo - Legale) puzzano di bruciaticcio per le casse regionali. Leggetele e interpretatele così come invito a fare per il "Rischi misto" della tabella a pag. 23 alla voce "domanda". Ci sono soldi dei cittadini in pericolo? A pag. 25 si prevede che il valore del rischio "domanda" sia del 6,1% ed è condiviso. Mi pare poco corretto: se io faccio un'opera, sperando ovviamente di guadagnarci, devo mette in conto anche il rischio di perderci poco o tanto. Perché divide il fallimento con la Regione?
A pag. 26 si mostrano i rischi "pubblici" ovvero: pianificazione, progettazione, forza maggiore, valore residuo, legale normativo e legale da terzi.
Anche se le percentuali sono evidenziate graficamente, esse chiaramente non possono intendersi che come ipotesi progettuali, quindi suscettibili anche di grosse variazioni a consuntivo.
 
La Tav. 34 ribadisce che fino a Sequals (tracciato esistente) rumore ed emissioni sono minime (lo credo bene, a causa dello scarso traffico attuale e previsto), mentre il nuovo tratto sarà interessato da un grosso aumento delle emissioni di rumore e di generazione di CO2. Sarò maligno: hanno pensato proprio bene alla tutela della salute di cittadini e dell'habitat!
La Tav. 35 mostra che tra Sequals (progressivo 29,400) e Maiano (progressivo 50,600) non ci saranno svincoli per 21,200 chilometri. Loro sostengono che la progettazione è impeccabile e mirata al miglioramento della mobilità "favorendo" le comunità interposte!
Bugiardelli!!!
 
viadottoLe Tavv. 40, 41 e 42 (dati riportati e di più facile lettura nel documento del Comitato l'autostrada comune per comune) indicano lungo il tracciato della nuova viabilità diversi sottopassi "per la viabilità locale" ed alcuni sovrapassi. Non conosco la realtà del territorio e le sue esigenze logistiche, non posso fare valutazioni in merito alla loro congruità.
Posso solo evidenziare che, dalla Tav. 42, la simulazione grafica del progetto autostradale e altri documenti e analisi, evidenziano che il nuovo tratto è tutto un susseguirsi di rilevati, viadotti e trincee specie dopo la progressiva 39,293, ovvero subito dopo la galleria verso Gemona.
Ciò è certo dovuto a problemi geologici e idraulici, ma rappresenta anche una violenza al paesaggio con un manufatto così "alto", certamente estraneo allo stato delle aree attraversate che verrà calato senza alcun riguardo dell'ambiente circostante.
 
Dalla Tav. 43 si evince che la larghezza minima di occupazione del territorio è di 44 m (più fasce di rispetto edificatorio), che ovviamente aumenta con l'innalzarsi del rilevato autostradale; che i tratti in trincea con muri di contenimento occupano oltre 26 m (più le fasce); che le due canne affiancate della galleria impegnano 32 m e più; che le gallerie artificiali occupano 24 m (più fasce) di territorio e che i ponti sul Tagliamento occupano almeno 27 m di alveo e non prevedono opere di allontanamento dai piloni del materiale trasportato dal fiume in caso di piena.
 
costi per la RegioneSugli atti successivi non mi addentro perché trattasi di aspetti finanziari che non padroneggio. L'unica eccezione positiva è quanto dichiarato nell'allegato 47 a pag. 2, punto c) ovvero che la cessione all'Ente concedente non comporterà per lo stesso alcun onere economico. Non che una simile clausola spazzi via tutti i miei dubbi sulla poca redditività dell'opera per poco traffico e livello delle tariffe. Però, a rafforzare i miei dubbi, ci prova la prima tabella a pag. 7 che ipotizza "contributi pubblici in conto capitale, in conto esercizio" e tutta la spesa "pubblica" in caso di "forza maggiore". E in fondo in fondo si dice " ...non si esclude la necessità del sostegno pubblico sotto forma di contributi in conto esercizio e in conto capitale." Come si dice: "In cauda venenum". Se già nel progetto dell'opera, che doveva essere autofinanziata, si prospetta l'idea che potrebbe servire un "contributo pubblico", state certi che ci sarà, e con i nostri soldi (quelli delle tasse).
 
ELEMENTI ESSENZIALI DELLO SCHEMA DI CONVENZIONE - ALL. 49
Al punto 2 n. 6 c'è una dizione che non mi piace e non so interpretare: "Il Concedente dovrà riconoscere ed indennizzare il Concessionario per eventuali elementi non ammortizzati a fine periodo di cessione". Cosa vuol dire? Che se ha sbagliato il piano economico e ci ha rimesso paga la Regione?
Forse però basta a chiarire il mio dubbio lo "schema di convenzione" ovvero All. 53 art. 2 punto 6, che precisa la fattispecie degli indennizzi da parte del Concedente.
 

DOCUMENTI PIANO REGIONALE DELLA MOBILITÀ

Ho letto solo l'Allegato 1 - Quadro conoscitivo. Esso è peraltro datato e non aggiornato alla situazione complessiva attuale, ma vi si cita spesso la riqualificazione della Cimpello-Sequals e la sua prosecuzione verso Gemona, però si dichiara anche che è necessario il "prioritario rispetto" del territorio quale "risorsa esauribile" (pag. 35). Il secondo punto elencato a pag. 42 è descrittivo delle finalità dell'opera, ma dubbio (quantità di traffico) e discutibile (impatto su territorio e ambiente).
Ho trascurato, per motivi di tempo e di non pertinenza alla fattispecie che ci interessa, tutti gli altri elaborati che sono solo un quadro complessivo della mobilità in Regione.

Spero di non aver annoiato con il mio stile "per punti" e di aver modestamente fornito almeno uno spunto alle vostre analisi ed argomentazioni che avevo trovato già complete ed esaustive.

Grazie per l'attenzione

Roberto Della Negra

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Vi segnaliamo

 Sabato 12 maggio
borsa-paglia
 

Festa dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) & dell'economia solidale. Un'occasione di incontro e di festa in cui si potranno conoscere i produttori e le loro storie ed approfondire tematiche legate a un'economia sostenibile e a nuovi modelli di relazioni. Per recuperare il senso del vero valore del lavoro. Programma ricco di offerte: banchetti espositivi dei produttori e delle associazioni, presentazioni dei fornitori, laboratori di autoproduzione, giochi in cortile per i bambini.

Dalle 10.00. alle 18.00 presso la Cjase di Catine in via Selv uzzis 1 a Villalta di Fagagna (Ud).

Locandina

 
Venerdì 18 maggio
viadotto
 

Assemblea pubblica Medio Friuli e grandi opere: quale futuro?

Interventi di:
Aldevis Tibaldi (Comitato per la vita del Friuli rurale)
Alberto Durì (Comitato A.R.C.A.)
Giancarlo Pastorutti (NO Tav - Bagnaria Arsa)
 

Rivignano presso la sala dell'associazione "Trois" (ex osteria alle Piramidi) ore 20.30

Volantino

 
Venerdì 18 maggio

 Se-fossi-una-pecora-verrei-abbattuta

 

Polveri sottili e sostanze inquinanti. Alterazioni ormonali da inquinanti nei cibi. Come difenderci?

Introduce il dott. Mario Canciani - responsabile del servizio di allergo-pneumologia della clinica pedriatica dell'Azienda ospedaliero universitaria di Udine -: inquinamento atmosferico e patologie correlate; interviene il dott. Lino Del Pup del Cro di Aviano sul rischio di tumori e disfunzioni ormonali che alterano in nostro sistema riproduttivo causate dalle sostanze inquinanti.

Il 18 maggio a Udine alle ore 21.00, presso l'auditorium Menossi (via San Pietro, 60).

Domenica 20 maggio

 fiore

 

Terraè 2012. Passeggiata tra magredi e risorgive: scoprire assieme le aree naturali della tua Provincia. Per conoscere queste praterie aride dall’aspetto povero e dimesso che non deve ingannare, infatti, è proprio qui, su questi Magredi, che si rileva una ricchezza di specie, fra le più elevate nel panorama nazionale. Con la collaborazione di dott. Nat. Stefano Fabian.

Durata della visita: 4 ore, prenotazioni: 333 43 07 585 (Linda).
Partecipazione gratuita, ritrovo alle 8.00 c/o orto dell’Associazione Modo: via Martiri della Libertà 212, Cordenons.

Locandina

Sabato 26 e domenica 27 maggio

falciatori

 

Presso la base scout di Andreis si terrà

la 9' Festa del primo fieno. Sabato 26 dalle 15.00 alle 19.00 convegno sull'energia con relatori ingegneri, speleologi, docenti universitari (è gradito un cenno di conferma per la partecipazione a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Le due giornate sono pensate per i ragazzi delle scuole medie e superiori ma possono essere interessanti anche per gli adulti.

Programma

Giovedì 31 maggio

albanella reale_monte_Cavallo_laipacco_TF

 

Ultimo giorno per partecipare al concorso video-fotografico "Obiettivo Friuli Venezia Giulia", finalizzato a valorizzare le bellezze artistiche e naturalistiche della regione. Il concorso, strutturato nelle due sezioni foto e video, chiede di realizzare ed inviare un massimo di tre foto o un video digitale inediti che abbiano come tematica di riferimento la nostra regione. Info su www.obiettivofvg.it

Un modo per conoscere meglio il territorio in cui viviamo e scoprire angoli nascosti magari in compagnia di amici o familiari.

 
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