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Riflessioni sul concetto di modernità e sviluppo
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Questa sezione è per le vostre riflessioni di carattere generale legate al nostro territorio e non.
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ARGOMENTO: Riflessioni sul concetto di modernità e sviluppo

Riflessioni sul concetto di modernità e sviluppo 8 Anni fa #50

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Cito un contributo arrivato via mail:

Uno degli argomenti ricorrenti di chi ci giudica dei “trogloditi” è pensare che la modernità e lo sviluppo siano rappresentati da ciminiere fumanti e strade intasate di veicoli. Vi giro l’intervento di Giuseppe Roma, direttore generale del CENSIS, - non proprio un passatista, dunque - comparso sul numero di marzo di Wired.

I prossimi (quasi) dieci anni sono decisivi per capire che fine farà l’Italia. Se proseguiamo con il ritmo del decennio passato, il nostro appiattimento diventerà stagnazione, facendoci perdere benessere diffuso e ruolo internazionale. Possiamo, al contrario, riprendere slancio e offrire un quadro di fiducia per le nuove generazioni. In estrema sintesi: dobbiamo tornare a crescere, progettare il nuovo welfare, reinterpretare gli stili di vita. Non ci sono scorciatoie: per incrementare la ricchezza nazionale servono tecnologie, innovazione, intelligenza di rete, sostenibilità ambientale, sicurezza sociale e un maggiore coinvolgimento lavorativo di giovani e donne.
Gli obiettivi occupazionali si possono raggiungere dando spazio all’iniziativa e alla creatività dei singoli ed eliminando le zavorre burocratiche e fiscali. Resta strategica la qualificazione del capitale umano, che si potrà ottenere solo incrementando scuole e insegnanti. L’Italia 2020 sarà un paese più anziano, e dovremo ridurre la non-autosufficienza che comporta un elevatissimo costo sociale. L’organizzazione del nostro welfare dovrà articolarsi maggiormente sul territorio, utilizzare intensamente rete, prevenzione e diverse modalità di assistenza. Saranno necessari più medici, infermieri e badanti.
Vivremo in grandi sistemi metropolitani, che potranno espandersi ma contenendo il consumo di nuovo territorio. Dovremo ridurre al minimo l’utilizzo di aree rurali e agricole e sviluppare il recupero urbano e la rottamazione di edifici ad alto consumo energetico. Infine, il diritto a vivere una società dell’innovazione dovrà essere garantito da una infrastruttura telematica di ultima generazione. In definitiva, l’Agenda Italia 2020, che il Censis ha contribuito a delineare, non è la costruzione di uno spazio immaginario, ma un progetto con finalità concrete su cui dovranno sentirsi impegnate le istituzioni e coinvolti tutti i cittadini.
GIUSEPPE ROMA, direttore generale Censis


Il Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, è un istituto di ricerca socioeconomica che da oltre quarant'anni svolge attività di studio e consulenza nei settori della società italiana, ovvero nella formazione, nel lavoro, nel welfare , nell’ambiente, nell’economia e nella cultura.
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